Barolo Boys in London

Barolo Boys Screening @ The Proud Archivist //DOC:Supper 28/04/2016

ph credit Gianpietro Pucciariello

 

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How a tiny Italian village revolutionised the world of wine

from DocSupper.com

Barolo is delightful little medieval hamlet in Piedmont’s beautiful Langhe wine region in the North West of Italy. It’s also the site of one of the most remarkable food revolutions of the 21st Century.

In the 1980s, Barolo wines weren’t recognized internationally. The wines were known to age beautifully, but couldn’t be enjoyed in their youth as the tannins were so strong. Wine makers lacked capital to buy tractors and other critical tools, and winemaking techniques weren’t up to modern standards of cleanliness as a result.

A group of local wine makers decided a revolution was needed.

This group became known as the ‘Barolo boys’, completely transforming the world of Barolo wine and winemaking more broadly. Their story is a story of the clash between tradition and modern innovation.

Elio Altare

Revolutions start when bellies are empty- Elio Altare (Wine and Revolution Maker)

The Barolo Boys

Barolo Boys the documentary explores this revolution, the positives and the negatives. It also tells the personal story behind the scenes – a tale of friendship and spirit of the people behind the transformation and the resulting success.

Join DOC:Supper on the 28th of April (from 7.30 pm) to watch Barolo Boys @ The Proud Archivist in Haggerston.

Get your ticket here and secure your seat.

Il terzo segreto di Fatima? Riguarda le Langhe

Si narra che un giorno la Vergine apparve a tre fanciulle langarole mentre erano intente a vendemmiare, comunicando loro un misterioso segreto, che tale doveva restare fino alla notte dei tempi, pena la spiacevole invasione da parte di migliaia di turisti e visitatori stranieri. Il segreto riguarderebbe i sentieri pedonali e ciclabili che uniscono i paesi e paesini delle Langhe, rendendole (potenzialmente) una meta turistica unica e dal fascino inarrivabile. Da quel giorno gli abitanti delle Langhe, e in primis i loro amministratori, si sarebbero impegnati in una sacra e segreta alleanza per mantenere ignota ai più (langaroli compresi) quella rete di strade e stradine che attraversano le vigne. Da quel giorno gli abitanti delle Langhe avrebbero fatto di tutto per convogliare tutti i turisti, con i loro potenti macchinoni, su due-tre strade statali in asfalto. Non pulendo i sentieri, nascondendo o facendo marcire le indicazioni, oppure inserendo cartelli con informazioni contrastanti a pochi metri l’uno dall’altro. Questo narra la leggenda. Oggi noi proviamo a rompere questo voto del silenzio, proponendo un percorso ad anello che parte da sotto Barolo (parcheggio di strada Vignane), sale fino alla Bussia, scende sotto le rocche di Castiglione Falletto, per poi salire verso Perno, proseguire verso Castelletto e Monforte. Da Monforte in circa 1h si scende di nuovo verso Barolo, per un totale di 11,6 km, tempo di percorrenza 3h esatte (più un’ora minimo di pit-stop per un piatto e almeno due bicchieri di vino). Qui la traccia gps: https://www.strava.com/activities/5…

Chi l’ha detto che le Langhe sono solo vigne?

Cappella di S. Stefano, Perno

da Castelletto (ma questa vista se avete visto il film già la conoscete)

Proiezione a Travedona

dal blog di Ivano Antonini

Bellissimo evento quello che si è svolto nel tardo pomeriggio di ieri al cine-teatro Santamanzio di Travedona.
Alle ore 17:00 c’è stata la proiezione del film Barolo Boys-Storia di una rivoluzione, dove il regista Paolo Casalis è riuscito a concentrare in 64 minuti più di trent’anni di storia del Barolo, dando voce ai protagonisti “attivi” ma anche “passivi” di questa rivoluzione, con una chiave di lettura attenta, dinamica, incisiva e mai sopra le righe.
In seguito ci siamo divertiti con l’assaggio di tre Barolo frutto di stili e di annate diverse. Abbiamo cominciato con il calore e l’avvolgenza del San Lorenzo di Verduno 2011 dei Fratelli Alessandria, abbiamo continuato con la forza e la potenza della 2006 di Elio Altare e chiuso con la grazia e la suadente della 2002 di Chiara Boschis. Grinta e tenacia con tantissima eleganza in un vino frutto di un’annata non facile.

Barolo boys or, simply, boys

from fabiodellamarta.com

I don’t wont to take part in this struggle because, you’ve to know, it’s a struggle between two sides. When I was a child, I was with the cow boys against Sioux, I was with Mickey Mouse against the Beagle Boys. Now that I’m older, just a little bit, probably I’ll have a chance to understand that borders are often smooth and made to be broken.

I don’t wont to take part in this struggle, I don’t really know if barolo history has been made by the “olds” with the big barrel or by the “youngs” with the barrique, by the fathers of the “big quantity” or by the “sons” who cut the grapes and leave them fall on the ground. Probably history, as history itself would be able to explain, take origin from a synthesis…and a synhtesis is always full of pain.

Neverthless I can’t stop to be fascinated, I can say this without any kind of fear, by Elio Altare’s words. I can’t stop to be fascinated by that age, that strain, that “affronto” as he defined it in the movie. And I don’t absolutely care if his barolo is better than his father’s one, or not. What is important for me is wine, that once more tells us about life, about times, about evolution. Our evolution.

So Barolo Boys simply were what we all were one time ago. What we were in that wonderful and painful moment when we had to decide to leave our house our nest and to fly, to live. When we had do decide what to do and what to be.

Because, as I often said to myself, to leave and to change, doesn’t not mean to abandon or to repudiate. And I think there are only two ways to die: not moving or moving without having inside what others before us teached to us.

So, probably, before “Barolo Boys” they were, simply, boys.

Barolo Boys una storia da film

dal Blog di Donatella Cinelli Colombini

Barolo boys storia di una rivoluzione” sbanca il Most Festival di Cinema e Vino del Penedès con i premi della Giuria e della miglior Produzione Internazionale

BaroloBoys_cover_ITA

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello

E’ una delle storie più belle del vino italiano, talmente bella che sembra un film e invece sono i fatti realmente accaduti che hanno ispirato un film.
Nel 1983 il vento della ribellione giovanile soffia anche fra i filari di Nebbiolo e 4 giovani langaroli sognano di rivoluzionare la tradizione e produrre il vino più buono del mondo. Lo scontro con le vecchie generazioni, che si oppongono a ogni cambiamento, è durissimo. Elio Altare, il più radicale del gruppo, prende la motosega scende in cantina e taglia le botti del padre. La reazione è terribile e viene diseredato. Ma non si arrende, con Chiara Boschis, Giorgio Rivetti e Roberto Voerzio trovano un giovane importatore visionario come loro Marc de Grazia e con lui partono per New York. Un’impresa squattrinata e un po guascona ma talmente coraggiosa da fare breccia nel

Chiara Boschis

mondo del vino conquistando gli appassionati di tutto il mondo. Nasce il mito di Langa In – Barolo Boys piccoli produttori con un’enorme passione per il grande vino e il coraggio di rischiare tutto per affermare le proprie idee di cambiamento. Un idealismo generoso che nel cinico e arrivista mondo di oggi appare quasi inverosimile ma ispira rispetto e gratitudine.
Cosa resta della rivoluzione dei Barolo boys, dopo 30 anni? Gli effetti sono forti e indelebili. Hanno cambiato il Barolo aprendo la porta all’innovazione e al confronto con il mondo. E’ dal loro seme che sono nati successivamente movimenti, iniziative commerciali e un nuovo stile di comunicazione che hanno fatto del Piemonte l’avanguardia nel vino italiano.

Elio Altare nella vigna

Ora il film “Barolo Boys storia di una rivoluzione” di Paolo Casalis, miete consensi. La voce narrante è quella di Joe Batianich anche lui innovatore e uomo di grandi sfide. Accanto ai cinque protagonisti del celebre viaggio newyorkese del 1983 compaiono nel doco film personaggi come Carlo Petrini, Oscar Farinetti, Bruno Ceretto e Giancarlo Gariglio mentre la produzione, Stuffilm Creativeye, ha avuto l’appoggio di Slow Food Italia e Eataly Media. Insomma uno spiegamento di forze rappresentativo del Piemonte del vino più innovativo.

marc-de-grazia

Anche gli autori sono personaggi di grandissimo spessore: Paolo Casalis e Tiziano Gaja. Quest’ultimo è scrittore e autore teatrale di grande spessore ( “Puoi chiamarmi fratello”, “6 come noi”) oltre che ottimo esperto di vino e in questa veste è stato vice curatore

Giorgio Rivetti

El cinquè Most Festival premia el documental «Barolo Boys»

La cinquena edició el Most. Penedès Festival Internacional de Cinema del Vi i el Cava, organitzat pel Vinseum (Museu de les Cultures del Vi de Catalunya) i el Cine Club Vilafranca, s’acomiadava aquest diumenge. Com cada any, el festival ha mostrat una acurada selecció de les millors peces audiovisuals relacionades amb el món de la vinya, el vi i el cava a Vilafranca, Sant Sadurní i a d’altres indrets del Penedès.

La preestrena de Barcelona, nit d’hivern, de Dani de la Orden, el darrer 5 de novembre, donava el tret de sortida al certamen, que avui ha clausurat La novia, una adaptació al cinema de Bodas de sangre de García Lorca. El palmarès de la secció Collita està encapçalat pel documental italià Barolo Boys. Storia di una Rivoluzione, de Paolo Casalis, reconegut amb el Gran Premi del Jurat, dotat amb 1.000 euros, i amb el Premi Projecció Internacional.

El film és un relat engrescador sobre la revolució col·lectiva d’un grup de joves vinaters de la regió italiana de Langhe que, amb orgull i passió, passen de l’autoproducció a consolidar els vins de Barolo, una denominació d’origen admirada arreu del món. La secció oficial del certamen, centrada en la producció audiovisual sobre la vinya i el vi, ha projectat enguany 21 treballs de països com Itàlia, Suïssa, França, Xile i Estats Units.

Un palmarès repartit

El jurat, integrat per Xavi Ayala (sommelier), Anna Espelt (elaboradora), Carlos R. Ríos (director del festival D’A), Gemma Ferraté (directora de cinema) i Maria Antònia Rovira (agent d’actors) també ha reconegut amb una Menció especial en la categoria de Millor projecció internacional la producció Chasselas forever, dirigida per Florian Burion.

El Premi al millor treball documental ha estat per Beudon – La terre, l’homme et la vigne, dirigit per Christian Laubacher i Delphine Schacher, i el Premi al millor treball de ficció ha reconegut Vinodentro, de Ferdinando Vicentini Orgnani. El Premi Arrels al millor treball lligat al territori se l’ha endut À la source du vin, de Philippe Gasnier, i Premi al millor treball promocional L’Olivera Únic: no beuràs mai res igual, dirigit per Marc Saludes.

El palmarès de la secció Brot, la mostra de curtmetratges, està encapçalat per Ser e voltar, de Xacio Baño, Premi del Jurat al Millor Curtmetratge. El jurat, integrat per Anna Petrus (crítica de cinema), Roger Casamajor (actor) i Maria Olivella (exhibidora), ha volgut fer també una menció especial a Caradecaballo, de Marc Martínez. El públic ha premiat Playback, de Nico Aguerre, i el Jurat jove, Walls, dirigit per Miguel López Beraza.

Palmarès de la Secció Collita 2015

Gran Premi del Jurat
Barolo Boys. Storia di una Rivoluzione, Paolo Casalis

Premi millor treball de Ficció
Vinodentro, dirigit per Ferdinando Vicentini Orgnani

Premi al Millor Treball Documental
Beudon – La terre, l’homme et la vigne, dirigit per Christian Laubacher i Delphine Schacher

Premi Arrels
À la source du vin, dirigit per Philippe Gasnier

Premi a la Millor Projecció Internacional
Barolo Boys. Storia di una Rivoluzione, dirigit per Paolo Casalis

Menció d’Honor a Projecció Internacional
Chasselas forever, dirigit per Florian Burion

Premi al Millor Treball Promocional
L’Olivera Únic: no beuràs mai res igual, dirigit per Marc Saludes

Palmarès de la secció Brot 2015

Premi al Millor curtmetratge
Ser e voltar, dirigit per Xacio Baño

Menció Especial al Curtmetratge
Caradecaballo, dirigit per Marc Martínez

Premi del Públic al Millor Curtmetratge
Playback, dirigit per Nico Aguerre

Premi del Jurat al Millor Curtmetratge
Walls, dirigit per Miguel López Beraza

Barolo Boys vince il Most Film Festival 2015!

Si è appena concluso a Vilafranca del Penedes, a pochi chilometri da Barcellona, il MOST, Festival Internazionale di Cinema e Vino. Il documentario “Barolo Boys. Storia di una Rivoluzione” (http://www.baroloboysthemovie.com/) è stato il dominatore di questa edizione, aggiudicandosi due premi: il Gran Premio della Giuria, premio principale del Festival, ed il Premio alla Miglior Produzione Internazionale.

The 5th edition of Most, International Festival of Wine&Film, in Vilafranca del Penedes (Barcelona) has closed sunday. Our documentary“Barolo Boys. The Story of a Revolution” (http://www.baroloboysthemovie.com/index_eng.html) was the absolute winner of this edition, conquering the “Gran premi del Jurat” and the “Award for Best International Production”.

We would like to thank the Festival’s organization and crew.


Di seguito, il comunicato stampa del Festival:
Below, the Festival’s note:

El documental “Barolo Boys. Storia di una Rivoluzione”, de Paolo Casalis y Tiziano Gaia, guanya el Gran Premi del Jurat del 5è Most Festival

La treball italià també s’ha fet amb el Premi Projecció Internacional

Avui ha acomiadat la seva cinquena edició el Most. Penedès Festival Internacional de Cinema del Vi i el Cava, organitzat pel Vinseum (Museu de les Cultures del Vi de Catalunya) i el Cine Club Vilafranca. Com cada any, el festival ha mostrat una acurada selecció de les millors peces audiovisuals relacionades amb el món de la vinya, el vi i el cava a Vilafranca, Sant Sadurní i a d’altres indrets del Penedès.

El palmarès de la secció Collita està encapçalat pel documental italià “Barolo Boys. Storia di una Rivoluzione”, de Paolo Casalis, reconegut amb el Gran Premi del Jurat, dotat amb 1.000 euros, i amb el Premi Projecció Internacional. Un relat engrescador sobre la revolució col·lectiva d’un grup de joves vinaters de la regió italiana de Langhe que, amb orgull i passió, passen de l’autoproducció a consolidar els vins de Barolo, una denominació d’origen admirada arreu del món. La secció oficial del certamen, centrada en la producció audiovisual sobre la vinya i el vi, ha projectat enguany 21 treballs de països com Itàlia, Suïssa, França, Xile i Estats Units.
per info sul film: www.baroloboysthemovie.comguarda le altre produzioni Stuffilm sul sito http://www.stuffilm.com/

Goteborg

I take the liberty to use it Andras Lengyel put out on facebook, the Barolo Boys website.
Here are some pictures from the fantastic test with Barolo Boys, which followed the interesting movie of the same name.
Hope all of you who were there to share her thoughts about the film and about the test.

Quote Andras:

Thank you for visiting Munskänkarna here in Gothenburg! Interesting movie and good wines! It Seems That The Number of people attending this event broke a record with us, 152 people in total including us “working” at the event. Here are some pictures from the event:


All the people at the event.

The “working crew” at the event.
Wine tasting in progress. Everybody Focusing on the wines in the glasses.
Silvia and Mats

Silvia with Bjorn kept at the front desk.

Preparing the plate with Italian specialties.

Below is even more pictures from Andras
Mingle wine Telemaco, made of grapes Bosco and Albarola.

Now it’s all the same 152 people in Göteborg who tried these grapes!
Mingelvin …

Food in current lines … It takes some work to prepare for a test.

Not to speak about the preparation to pour all the wines to 152 people!

The tasting
The wines !!

 

 

 

Barolo Boys film review from Vineous

Barolo Boys – film review

Around 1980 I was on a budget holiday in Northern Italy, where most meals were bread, cheese and ham picnics.  However, one evening we pushed the boat out and went to a proper (albeit cheap) restaurant.  I remember we ordered a bottle of Barolo and, even though I had little interest in wine in those days, I can still conjure up a vivid image of how it tasted: brown, tannic, and totally devoid of fruit.  Today I would probably send it back, and I did consider it back then.  But of course we drank the bottle, even though it gave no pleasure.

That must have been an example of the wine that prompted the modernist revolution in Barolo.  It was the style of wine that sold for little money and kept the wine growers in poverty, as described in Barolo Boys, The Story of a Revolution.  But then how does it relate to the great traditional Barolo wines that, in the same documentary, David Berry Green said were so fantastic?  Ultimately I am still left a little confused about what the situation was before the revolution, and how it relates to the current state of affairs.  However, it seems that the quality of Barolo has been raised generally, irrespective of whether the traditionalist or modernist tag is applied. Are the Barolo Boys to thank for that?  Regardless, it must be seen as a good thing.

The Barolo Boys were a group of producers who introduced crop thinning, shorter maceration times and barrique aging, thus making the wines more appealing to consumers and critics alike, and allowing them to sell for a lot more money. The film tells this story through interviews with the people involved, and through archive clips.  However nice it was to meet the people, learn a bit about their culture and see the landscape, I am not convinced that is the best way to understand a story, but I cannot deny that I did learn quite a bit.

I am a little ashamed to admit that I used to think that the Barolo Boys was just the name of the winemakers’ football team.  Though it is that too, and the football team even featured in the film.  The other surprise was to see the documentary’s Langhe landscapes suddenly switch to the volcanic Mount Etna and Marco de Grazia.  I know about Marco – he is the guy that is currently busy raising the profile of Etna wines.  But what’s he got to do with Barolo? Ah, I see… before he arrived in Sicily he encouraged the Barolo revolution, introduced the Barolo Boys to America, and imported their wines.  In fact, it was on the American tour organised by him that their name was coined.

Interestingly, the booklet that accompanies the DVD mentions that in the early 19th century Nebbiolo was used to make a wine that was semi-sweet and slightly fizzy.  But the landowners wanted something better, so experts were called in to introduce the latest winemaking techniques.  Does that sound familiar? Terms like traditional and modern are, if they have any meaning at all, relative terms.  My only concern about change, particularly with modern communications, is that stylistic choice in the world of wine might get diminished. That might be a real danger in some cases, but I would say today’s Barolo remains distinctive. And if you want red wine in the early 19th century style, you can still get that from the region, in the form of Bracchetto d’Aqui. Has much really been lost?

If you are interested enough to read my blog, I think there is something in this documentary for you. DVDs of Barolo Boys, The Story of a Revolution are available here, along with further information. That is where I bought my copy. But be warned – the homepage is a badly-executed multimedia extravaganza, so you will probably want to turn your computer sound off.  If you want to see the trailer, you’d do better accessing it on Vimeo directly, by clicking on the above image for example.

Update 03/2016: I was recently talking to a Barolo expert (but not sure he would want to be quoted on this), who said that before the revolution the general standard was poor. But there were a few producers making good age-worthy wine that sold for more money than most, and that David Berry Green was probably mainly thinking of one in particular that he had an involvement with.