How a tiny Italian village revolutionised the world of wine

from DocSupper.com

Barolo is delightful little medieval hamlet in Piedmont’s beautiful Langhe wine region in the North West of Italy. It’s also the site of one of the most remarkable food revolutions of the 21st Century.

In the 1980s, Barolo wines weren’t recognized internationally. The wines were known to age beautifully, but couldn’t be enjoyed in their youth as the tannins were so strong. Wine makers lacked capital to buy tractors and other critical tools, and winemaking techniques weren’t up to modern standards of cleanliness as a result.

A group of local wine makers decided a revolution was needed.

This group became known as the ‘Barolo boys’, completely transforming the world of Barolo wine and winemaking more broadly. Their story is a story of the clash between tradition and modern innovation.

Elio Altare

Revolutions start when bellies are empty- Elio Altare (Wine and Revolution Maker)

The Barolo Boys

Barolo Boys the documentary explores this revolution, the positives and the negatives. It also tells the personal story behind the scenes – a tale of friendship and spirit of the people behind the transformation and the resulting success.

Join DOC:Supper on the 28th of April (from 7.30 pm) to watch Barolo Boys @ The Proud Archivist in Haggerston.

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Il terzo segreto di Fatima? Riguarda le Langhe

Si narra che un giorno la Vergine apparve a tre fanciulle langarole mentre erano intente a vendemmiare, comunicando loro un misterioso segreto, che tale doveva restare fino alla notte dei tempi, pena la spiacevole invasione da parte di migliaia di turisti e visitatori stranieri. Il segreto riguarderebbe i sentieri pedonali e ciclabili che uniscono i paesi e paesini delle Langhe, rendendole (potenzialmente) una meta turistica unica e dal fascino inarrivabile. Da quel giorno gli abitanti delle Langhe, e in primis i loro amministratori, si sarebbero impegnati in una sacra e segreta alleanza per mantenere ignota ai più (langaroli compresi) quella rete di strade e stradine che attraversano le vigne. Da quel giorno gli abitanti delle Langhe avrebbero fatto di tutto per convogliare tutti i turisti, con i loro potenti macchinoni, su due-tre strade statali in asfalto. Non pulendo i sentieri, nascondendo o facendo marcire le indicazioni, oppure inserendo cartelli con informazioni contrastanti a pochi metri l’uno dall’altro. Questo narra la leggenda. Oggi noi proviamo a rompere questo voto del silenzio, proponendo un percorso ad anello che parte da sotto Barolo (parcheggio di strada Vignane), sale fino alla Bussia, scende sotto le rocche di Castiglione Falletto, per poi salire verso Perno, proseguire verso Castelletto e Monforte. Da Monforte in circa 1h si scende di nuovo verso Barolo, per un totale di 11,6 km, tempo di percorrenza 3h esatte (più un’ora minimo di pit-stop per un piatto e almeno due bicchieri di vino). Qui la traccia gps: https://www.strava.com/activities/5…

Chi l’ha detto che le Langhe sono solo vigne?

Cappella di S. Stefano, Perno

da Castelletto (ma questa vista se avete visto il film già la conoscete)